ARCHILETTURE

GIOVEDI' 15 OTTOBRE 2020
ALLE ORE 19
STAZIONE ROGERS
RIVA GRUMULA, 14 TRIESTE

ARCHILETTURE
a cura di Margherita De Michiel e Giovanni Fraziano
"Черный квадрат (Quadrato nero)"
di Margherita De Michiel
con intromissioni di Giovanni Fraziano

K. Malevič, Quadrato nero suprematista (Galleria Tret'jakov, Mosca)

Kazimir Malevič – castiga-mondo
ha costretto l’avaro mondo degli oggetti
nel nero dritto abisso
del suo quadrato.
(A. Kručënych)

“Ci capiranno tra cent’anni” – dicevano di sé i membri dell’UNOVIS (Utverditeli novogo iskusstva), i “Campioni della nuova arte” che, riunitisi intorno a Kazimir Malevič, ne avevano assunto a proprio emblema il Quadrato nero, già famoso quanto discusso simbolo del Suprematismo.

I cent’anni, scaduti il 14 febbraio 2020, ci vedevano già in quella data pronti a una nostra verifica: che riproponiamo ora, con décalage temporale divenuto epocale.
Li avremo capiti? Lo avremo capito?
O più semplicemente:
Perché parlare del Quadrato nero, ancora, oggi?

Margherita De Michiel e Giovanni Fraziano nei ruoli rispettivamente di Relatore e Agente provocatore esporranno, in forma di serissimo divertissment, valutazioni e risposte in ordine sparso. Non tanto per riprendere storiografie o interpretazioni già ampiamente antologizzate: quanto per provare a vedere in che modo il Quadrato possa ancora, oggi, insegnarci a “guardare” – per imparare a “vedere”.

Un testo-pretesto, alla ricerca del paradigma perduto.
O ancora tutto da definire?


prossimo appuntamento:
giovedì 22 ottobre, ore 19
"Quadrato bianco (Белый квадрат)"
di Giovanni Fraziano
con intromissioni di Margherita De Michiel


Stazione Rogers
rispetta le misure di prevenzione COVID 19
ingresso libero - posti limitati   
è gradita la prenotazione:
staff@stazionerogers.eu


Margherita De Michiel
Professore Associato di Lingua e Letteratura Russa presso la Sezione di Studi in Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori SSLMIT IUSLIT dell'Università degli Studi di Trieste. La sua ricerca, caratterizzata da un’interdisciplinarietà di principio, si applica a questioni di semiologia, linguistica, traduttologia, filosofia del linguaggio, ermeneutica, semiotiche non verbali, principalmente in relazione alla cultura russa. È autrice di traduzioni letterarie di poesia e di prosa (A. Blok, S. Esenin, M. Tsvetaeva, I. Turgenev, V. Pavlova, I. Kotova, L. Ulitskaya) e di numerosi articoli a carattere analitico e metodologico (in italiano, russo, francese, inglese). Ha curato in particolare la pubblicazione di scritti inediti di Ju.M. Lotman, della Scuola semiotica di Mosca-Tartu, di M.M. Bachtin e del suo Circolo, di G.G. Špet, di G.O. Vinokur, di R.O. Jakobson. Già atleta a livello agonistico, suonava il pianoforte. Per tutto questo oggi scrive della sua Russia.